Categoria: idee di viaggio

Museo Castello di Drena

Il castello di Drena sorge su un’altura che domina e sovrasta con la sua mole imponente l’abitato di Drena. Ai piedi del castello si stende il suggestivo deserto delle Marocche, dove troviamo un particolare fenomeno glaciale che ha portato alla formazione di una spettacolare distesa di macigni di 173 milioni di metri cubi. La sua suggestiva e particolare posizione geografica strategica, che lo rese un importante mezzo di controllo della via di collegamento fra Trento e il Lago di Garda, lo fece oggetto di contese nel corso di tutto il periodo Medievale.
Le prime tracce di insediamento sul territorio risalgono all’età preistorica, tanto che si è ipotizzato che alle origini del castello vi fosse un castelliere preistorico che evolvette in fortezza medievale. A conferma di queste ipotesi, nel 1984, in occasione dei lavori di ampliamento della strada Provinciale, sono state rinvenute numerose tracce di un abitato che risalirebbe all’età del Bronzo.
Fra i primi proprietari di cui la storia è a conoscenza, va ricordata la famiglia dei Sejano, il cui nome compare in un atto ufficiale del 1175 che documenta il passaggio di proprietà del castello alla famiglia degli Arco, nel tempo principale responsabile dello sviluppo della fortezza. Agli inizi del XVIII secolo, nel corso della guerra di successione spagnola, fu preso e distrutto dalle truppe franco-ispaniche al comando del generale Vendome, fu l’inizio di un lungo periodo di decadenza, fino ai giorni nostri, quando il castello è stato oggetto di una grandiosa opera di restauro con la realizzazione di un museo permanete di reperti archeologici.

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Ciclopedonale Val Rendena

La Val Rendena, da Madonna di Campiglio a Villa, è chiamata “Verde valle” per il colore della natura, un verde intenso e spettacolare, che ti avvolge. Boschi secolari digradano dalle alte quote fino a sfiorare i paesi, piccoli borghi alpini tutti da scoprire con i loro tesori di arte e di storia: chiese di origine medievale affrescate tra la seconda metà del XV e la prima metà del XVI secolo dai Baschenis, pittori itineranti provenienti da Averara, in provincia di Bergamo, capitelli votivi, musei sugli usi, i costumi e i mestieri tradizionali della Val Rendena, caratteristici centri storici che ancora conservano le tipiche architetture di un tempo, piazze e fontane che si incontrano d’improvviso camminando tra le strette vie dei centri abitati, paesaggi di rara bellezza risultato del felice incontro tra la natura e il lavoro dell’uomo. La Val Rendena è attraversata da venticinque chilometri di pista ciclopedonale che, costeggiando in gran parte le sponde del fiume Sarca, collegano Carisolo a Villa Rendena, quindi a Tione di Trento e alla località Ponte Pià, dopo Ragoli. Tratti pianeggianti si alternano a brevi salite, proponendo un itinerario di saliscendi adatto al biker esperto che vuole misurarsi su tempi da atleta, ma anche alla famiglia che vuole trascorrere, con tutta tranquillità e senza troppo faticare, una piacevole pedalata all’aria aperta.

Piramidi di Segonzano

Le piramidi di Segonzano dette anche  “Omèni de Segonzan” o “Camini delle Fate”, si trovano in Val di Cembra nei pressi del paese omonimo. Queste architetture geologiche sono assai rare in natura, sono composte da un insieme di terra e sassi di diversa grandezza e materiale roccioso che in migliaia di anni, si è amalgamato creando un materiale con una certa consistenza anche se facilmente erodibile dall’acqua piovana. Sopra a questo materiale però si sono depositati dei massi che proteggono dalle intemperie il terreno sottostante. Si possono notare numerosi di questi “camini”  alcuni con in cima dei massi enormi… Vale la pena salire per il sentiero nel bosco, per ammirare questa “MAGIA” della natura.

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Pista ciclabile Valsugana

Spettacolare ciclabile in buona parte asfaltata, che costeggia il fiume Brenta, presenta la possibilità di percorrerlo da ambo i lati, e con prenotazione si può usufruire del servizio treno+bici. A Borgo Valsugana é facile perdere l’indicazione della ciclabile, anche se di diversa conformazione i cartelli ci sono ma seguiteli poiché vi porteranno sotto i portici dei palazzi ed in vie centrali.


Partendo da Bassano, merita sicuramente la visita il centro storico con il celebre Ponte Vecchio, detto degli Alpini. Prendere la destra del Brenta dalla periferia n/o della città. Fino ad oltre Valstagna il percorso è condiviso con le auto su strada comunque secondaria e tranquilla, che attraversa i piccoli paesini interni. Prima di Valstagna belle le grotte di Oliero (visita), a Valstagna possibilità di fare rafting. Da qui sale verso l’altopiano della famosa “Calà del Sasso”, percorso antichissimo su sentiero di 4.444 gradini. Oltre Valstagna, e fino alla pizzeria/birreria Cornale, è sempre strada ma con scarso traffico. Da Cornale la pista diventa completamente ciclabile. Dopo poco, vi è una passerella molto ardita sul fiume, che consiglio di percorrere a piedi ai meno esperti. La pista arriva fino a sottopassare la S.P. per Enego, e continua verso nord dove poco dopo troverete per ciclisti.

A Selva di Grigno, villaggio di poche case, c’è una fontana che arriva benvenuta specie in estate. Da qui, per i ciclisti semiprofessionisti, parte una salita asfaltata di recente, molto molto impegnativa, che arriva all’albergo Barricata e poi alla Piana di Marcesina sull’altopiano di ASIAGO (percorribile SOLO IN SALITA a causa dell’elevata esposizione!). Da poco oltre, la valle si allarga, con panorami splendidi. Il percorso attraversa il centro storico di Borgo Valsugana (paese natale di A. De Gasperi) e merita indubbiamente una sosta. Dopo Borgo, si viaggia fra piantagioni di melo e vigne, fino a giungere in tranquillità a Levico e poi Caldonazzo dopo oltre 60 km a mio giudizio indimenticabili (PisteCiclabili.com).

MuSe

Il MuSe è il museo della scienza di Trento. Il palazzo che lo ospita è stato progettato dall’architetto italiano Renzo Piano. Il MuSe si trova immediatamente a sud dello storico Palazzo delle Albere, all’interno del quartiere residenziale Le Albere, il museo è stato aperto il 27 luglio 2013 e ha sostituito, proseguendone le attività, il Museo tridentino di scienze naturali.  L’edificio, progettato dall’architetto di fama internazionale Renzo Piano, si sviluppa su una lunghezza massima di 130 metri (est/ovest), una larghezza massima di 35 metri (nord/sud) e sei livelli (due interrati e quattro fuori terra) di altezza. Tutti i piani, ad eccezione del secondo livello interrato, sono aperti al pubblico e ospitano sia attività di esposizione (mostre permanenti e temporanee) sia attività amministrative e di ricerca. Il totale delle superfici è di 12.600 metri quadrati, 3.700 dei quali dedicati alle mostre permanenti, 500 a quelle temporanee, altri 500 ad aule e laboratori didattici, 800 a laboratori di ricerca e 600 alla serra tropicale ospitata all’estremità ovest del museo.Il caratteristico profilo della struttura ricorda l’andamento frastagliato delle montagne trentine e in particolare delle Dolomiti. L’edificio è stato costruito seguendo tecniche volte ad assicurare il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, cosa che gli è valsa il riconoscimento della certificazione LEED gold.

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Il Trentino visto da Diego Marini